Brussolo Sergio: “Accadde un inverno a Torino”

Ciò che lascia una guerra è anche più crudo dell’immaginazione e i suoi segni restano, per molto tempo, presenti e pesanti nelle menti, tra la gente, nella geografia urbana. La società prova a ricomporsi, dopo; a ricreare la propria struttura, ripartire con nuova volontà e determinazione a fare, e ancora fare. Ma non basta mai, e nelle case e sulle strade vivono storie di gente vera, che ha lo sguardo avanti, la memoria bloccata dentro e la paura appena dietro. A Torino, città simbolo dell’industria metalmeccanica, le ferite si scorgevano anni dopo. Nell’inverno del ’52, la guerra faceva ancora le sue vittime. Questa storia traccia un delicato filo di collegamento tra i primi e gli ultimi, tra i barboni del “balun” e la crema della collina, e, un quadro realista della vita del tempo, racconta una verità possibile, una delle tante verità dello sconquasso orribile che l’uomo riesce a fare contro se stesso.

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