La trovatella di Milano

La grande idea vincente della Invernizio è quella di volgere “al femminile” l’appendice italiana: il “superuomo” giustiziere e vendicatore di Sue e di Dumas scompare e il suo posto viene preso dalla donna. Sono infatti le donne a sciogliere con astuzia e coraggio, nei suoi straripanti romanzi, i nodi di ingarbugliatissime trame: una sorta di superdonna che interviene a sanare drammi privati, non più pubbliche ingiustizie; eroine tutte coraggio-religione-mamma-cuore che lottano strenuamente non più per modificare una qualche situazione, bensì per ricondurre quella situazione alla normalità, all’ordine prestabilito; vale a dire, nella maggior parte dei casi, salvare la pace del focolare domestico (messo in crisi da qualche maliarda senza scrupoli) di cui la donna è indiscutibilmente l’angelo tutelare. Tutto per la famiglia e la rispettabilità: qualsiasi mezzo è giustificato dal fine, senza esclusione di colpi, anche a costo di gettarsi a capofitto in mezzo agli orrori più truci.

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