Morire è un attimo

BALLARIO GIORGIO

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Eritrea, 1935. Mentre crescono le tensioni internazionali e l’Italia mussoliniana si prepara alla guerra con l’Abissinia, la città di Massaua – perla del Mar Rosso e fiore all’occhiello della prima Colonia italiana – è scossa da due misteriosi omicidi. Un noto imprenditore cittadino e un comune impiegato di banca vengono trovati decapitati. I sospetti si concentrano subito sugli agenti del Negus etiopico Hailé Selassié, coinvolti nelle settimane precedenti in sanguinosi scontri di frontiera con le truppe italiane. Ma il maggiore Aldo Morosini, ufficiale della compagnia dei reali carabinieri, non è per nulla convinto di questa versione di comodo. Stretto fra gli ordini del comando e la ricomparsa di un vecchio amore, che ridesta in lui una fiamma mai sopita, cerca con testardaggine altre piste investigative. E con l’aiuto del fedele sottufficiale Barbagallo e dello scium-basci indigeno Tesfaghì, segue le tracce di una vecchia scimitarra e di una foto ingiallita dal tempo. Indizi che faranno riemergere dal passato una torbida vicenda di interessi e tradimenti. E costringeranno Morosini a inseguire l’assassino nell’infernale deserto della Dancalia e sui rigogliosi altopiani di Cheren e Asmara.

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