Quisquilie di perla

Il titolo rimanda subito alle quisquilie di Totò, alle sue ‘pinzillacchere e bazzecole’, insomma alle cose da nulla, che chiamate ‘quisquiglie’, con intenzionale sgrammaticatura, appaiono ancora più cose da nulla. Fuori strada: qui si parla di realtà importanti, come la vita, che si tenta di mettere a nudo graffiandone la crosta e liberandola da ogni nebbia. Anche Totò, in fondo, parlava di cose serie, stravolgendo il senso comune del linguaggio per farsi beffe del potere e di tutti i suoi travestimenti. Nel libro di Pietro Tartamella le quisquiglie sono di pèrla, schegge preziose in cui ogni parola, pesata, lucidata e tagliata come un piccolo diamante, viene incastonata in aforismi e pensieri, che disertano ogni facile convenzione sociale e stereotipo, sprizzando barbagli di luce e senso, riflessigli appunto. (Dalla prefazione di Nico Orengo e Fabia Binci)

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